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Titolo: L' anello di re Salomone
Autore: Lorenz Konrad
Dati: Anno pubblicazione 1989, 274 pagine
Casa Editrice: Adelphi (collana Gli Adelphi)
"L’anello di Re Salomone” viene come uno dei più grandi libri di tutto il Novecento; grazie ad esso infatti è stato dato un notevole impulso ad una nuova e importantissima scienza nascente: l’etologia.
Il titolo prende spunto dalla leggenda dove si narra che il Re Salomone possedesse un anello con il quale poteva parlare e capire gli animali. Cosi fece Lorenz, ma di certo non con un oggetto magico, bensì dedicando a questi animali affetto caldo e genuino! Al punto che si può esso si paragona a questo mitico re essendo egli riuscito a trovare l’equivalente di questo gioiello per comprendere le altre creature viventi.
Il libro è ricco di esperimenti comportamentali che l'autore ha condotto durante tutti i suoi studi su uccelli (in particolare taccole e oche selvatiche), mammiferi e pesci, descrivendone i procedimenti con notevole meticolosità e precisione tanto da far riconsiderare la sua "poca obiettività" e farlo riconoscere dal mondo scientifico odierno come il padre dell'etologia.
Lorenz riesce a provare attraverso i propri studi che gli animali superiori hanno coscienza e sentimenti.
Ma la parte che a noi potrebbe interessare è il capitolo incui egli descrive come allestire un acquario. Per l'autore, il fascino di quest'oggetto sta nella possibilità che ci offre di formare una piccola comunità biologica indipendente. Secondo Lorenz, nessun acquario tropicale, il quale necessita di particolari temperature, da mantenere attraverso dei supporti esterni (riscaldamento, filtro etc) può essere paragonato ad un meno colorato, ma più interessante che contiene pesci dei nostri laghi e torrenti. Infatti, le comunità che si vanno a formare sono autonome, ma veramente precarie: la sola aggiunta di una piantina di troppo porta alla totale distruzione dell'ambiente creato. Se s'introduce nell'acquario una popolazione eterogenea è quasi certo che, dopo poco, si scatenerà una feroce lotta dovuta alla presenza di una larva: il Dytiscus. Quest'animaletto se ne sta placidamente sul fondo e, quando vede un movimento sopra di sé, si porta sotto la vittima che finisce nelle sue mascelle. Ciò che stupisce di queste larve è la loro incredibile voracità, la quale, una volta terminate le prede alla loro portata, le spingerà a divorarsi a vicenda. Un predatore un po' più aggraziato è la larva d'Aeschna che si muove grazie all'emissione di un piccolo getto d'acqua che le spinge avanti. Questi animali non sono sicuramente voraci come il Dytiscus e non attaccano mai i loro simili o chi è più grosso di loro.
Vi ho risssunto a grandi linee il contenuto, del libro con la speranza di avervi incuriosito e magari spingervi all'acquisto di esso. Poichè lo ritengo una lettura molto affascinate.
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